Il gatto


La convivenza con il gatto, come per il cane, a volte non e’ come noi vorremmo o come ci saremmo aspettati che fosse.

Innanzitutto occorre ricordare che un animale domestico,  oramai comunemente chiamato a livello internazionale col termine inglese “pet”  (animale d’affezione), ha delle esigenze ben diverse rispetto alle nostre, che tenteremo di riassumere qui in seguito.

Sia il gatto che il cane sono animali che necessitano di attività fisica e mentale, difatti in natura l’80% delle loro energie sono utilizzate nel procacciare il pasto quotidiano; cosa che non avviene quasi mai nei nostri pet poiché siamo noi proprietari a procurare loro il cibo.

E’ chiaro quindi che in qualche modo questa energia il gatto la deve utilizzare e il più delle volte la sfoga balzando a destra e sinistra da un mobile all’altro o sui tendaggi, distruggendo inevitabilmente qualcosa.

In questo caso un semplice arricchimento ambientale (cioè introdurre una serie di passatempi che impegnino e stanchino il gatto) può essere vitale per il benessere del nostro animale e di noi proprietari che cosi facendo evitiamo di trovarci la casa sottosopra.

Il gioco e’ una componente fondamentale nella relazione gatto-uomo e per il benessere psico fisico dell’animale stesso. Molti proprietari si lamentano che il gatto è aggressivo e graffia le persone, ma questo dipende da come hanno insegnato al gatto a giocare o se non lo hanno affatto insegnato.

Fili, palline, topi finti…alla fine  farli giocare e' estremamente semplice, l'importante e' non associare mai le nostre mani in modo diretto con il gioco. Le mani infatti devono essere associate esclusivamente alle carezze.

Il gatto e’ un animale poco socievole quindi per fare amicizia ci si puo’ servire di cibo e gioco, che sono sempre forieri di “buone nuove” per l’animale, mentre è da evitare il contatto immediato, in quanto ci sono precisi rituali di conoscenza da seguire per introdursi ad esso.
Quindi dobbiamo capire il concetto che chi arriva in casa e cerca subito di toccare il gatto, non rispetta il suo “modus operandi” di conoscenza dell’ospite.
Fondamentale è essere estremamente delicati nei movimenti, rallentare il passo, ed evitare di muoversi facendo troppo rumore. Il chiasso infatti viene interpretato dal gatto come una minaccia; in tal caso la sua reazione sarebbe quella di sparire, spesso sotto il letto, finché il 'visitatore' non lascia libero il territorio.

Quindi la convivenza con il gatto e’ possibile me e’ bene informarsi sulle necessità, l’indole e caratteristiche del tipo di gatto che vogliamo prendere, per poi decidere di preparare l’ambiente che lo accoglierà in modo consono ad evitare problematiche future.
Rivolgersi ad un esperto di comportamento felino può essere molto d’aiuto anche prima di aver già introdotto l’animale in casa, in quanto prevenire e’ sempre meglio che curare!

Buon Lavoro!

 

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